Yoga: sciogli le tensioni con un asana in torsione
Marichyasana è una posa dello yoga che prende il nome da un saggio dei testi indiani, Marichi, figlio di Brahma e simbolo di luce. È una tenuta in torsione la cui caratteristica, come racconta l’insegnante Francesca Cassia, è regalare calma ed equilibrio: l’esperta la consiglia quindi per tutte le situazioni in cui avete bisogno di dedicare qualche minuto a voi stesse e di rilassare le tensioni psicofisiche accumulate.
La posa massaggia gli organi addominali, allunga la schiena e migliora la mobilità delle anche, ma soprattutto regala centratura e tranquillità.
Sollecitazioni precise
«L’azione calmante che lo yoga ha sul sistema nervoso non ha nulla di magico: gli studi hanno ormai confermato che la pratica, e in particolare alcune pose, agiscono in modo certo sulla fisiologia umana, stimolando l’organismo con sollecitazioni precise e riconosciute anche dalla medicina occidentale» assicura Cassia, spiegando che l’effetto riequilibrante sul sistema nervoso si raggiunge in modo particolare con la stimolazione del nervo vago. Questo nervo è il più importante del sistema nervoso autonomo parasimpatico, quello che porta l’organismo fuori dalla modalità “allerta” e lo mette “in pausa”, e dalla sua sollecitazione derivano una serie di benefici concreti: il respiro si calma e rallenta, il battito cardiaco si placa e la mente si schiarisce e si tranquillizza.
Alla domanda come lo yoga stimoli il nervo vago, l’esperta descrive che questo avviene in modi diversi e complementari: attraverso gli atti respiratori, nelle pose in cui il petto e le spalle si aprono e la schiena si inarca, in quelle in piedi in cui sono in gioco equilibrio e propriocezione.
Un asana di “pronto soccorso”
Marichyasana rientra nelle pose di apertura toracica, è facile da eseguire ed è quindi un esercizio “di pronto soccorso” alla portata di tutti: sedetevi a gambe piegate e incrociate una sull’altra, eseguite una torsione del busto nella direzione della gamba superiore, portate il braccio opposto al di là del ginocchio e rimanete in tenuta per 5-6 atti respiratori completi. Poi ripetete dall’altra parte.
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