24/07/2026

Zen warrior per la difesa personale

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 24/07/2026 Aggiornato il 24/07/2026

È una disciplina mix fra lo yoga e le atti marziali orientali, che insegna a essere presenti, centrate, consapevoli delle proprie potenzialità e sicure anche in un momento di pericolo o di aggressione

ok GIULIA ALBIERO BY MARGHERITA CENNI

Sono sempre di più le donne che scelgono di frequentare corsi di autodifesa, ma questa scelta non significa necessariamente (come spesso si crede) apprendere mosse e colpi ad hoc con cui colpire un potenziale aggressore. «La difesa personale non è “fare male” a chi ci aggredisce, ma non lasciarsi sopraffare dal panico: è restare presenti anche quando la pressione sale, in modo da percepire i segnali di pericolo, è continuare a rimanere lucide, con la mente connessa al corpo, per anticipare le mosse di chi si ha di fronte, per riconoscere e scegliere la risposta giusta, per trasmettere determinazione anche con la sola postura» spiega Roberto Milletti, campione nazionale di karate, addestratore di corpi di sicurezza italiani e antiterrorismo in USA e Austria, formatore nella difesa personale e nello stress operativo. E un percorso per sviluppare queste capacità è rappresentato dallo Zen warrior, una disciplina messa a punto da Milletti e basata su un mix di movimenti, posizioni e sequenze ispirato allo yoga e alle arti marziali orientali.

È un training che sviluppa la capacità di flettersi senza spezzarsi, di acquisire un approccio agli eventi consapevole, ma morbido e distaccato, di sfruttare lucidamente le proprie potenzialità.

Con la massima concentrazione

Grazie allo Zen warrior le donne, che in numero crescente frequentano i corsi, imparano a gestire meglio situazioni di prevaricazione, di aggressione, di violenza. «Ci si abitua a legare la mente ai gesti con la massima concentrazione, senza pensare ad altro: un modo per sviluppare l’autocontrollo, che nei momenti di paura e di pericolo si perde» racconta Milletti.

Sequenze brevi

Lo Zen warrior prevede la ripetizione di brevi sequenze di movimenti e spostamenti nelle varie direzioni, armoniosi, simili a una danza e spesso eseguiti con la katana di legno, la spada tipica della tradizione orientale, simbolo della destrezza e del dominio sulla mente tipici di un guerriero. I movimenti vengono eseguiti molte volte, fino a diventare automatici, quasi ipnotici. «Arrivare a gestire il proprio corpo e a controllare lo spazio intorno a sé in modo automatico, senza dover pensare a come farlo, si rivelerà utile nel momento di pericolo, quando lo stress farà perdere lucidità, prontezza e controllo. Anche in quello stato d’animo la reazione verrà naturale» spiega Francesca Cassia, insegnante di yoga e di Zen warrior. E Roberto Milletti aggiunge: «Le neuroscienze e gli studi sui traumi mostrano che la ripetitività dei gesti riorganizza gli stimoli del sistema nervoso, rendendo più chiari i confini fra sé e gli altri. Quando il corpo sente i confini intorno a sé, acquistando padronanza delle direzioni e dei movimenti, il cervello smette di andare in allarme».

Durante la lezione gli esercizi si svolgono in piedi, mai a terra, e questo rende la disciplina accessibile a tutte e a qualsiasi età.