21/07/2026

Vacanze: riesci davvero a rilassarti?

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 21/07/2026 Aggiornato il 21/07/2026

Da un’indagine recente emergono una serie di preoccupazioni e pensieri destabilizzanti molto comuni, che accompagnano le ferie rendendole meno riposanti e rasserenanti di quanto si vorrebbe

TEZENIS

Se siete in partenza per le vacanze ma non vi sentite serene, oppure siete tornate e non riportate a casa i benefici che avreste desiderato, sappiate che siete in buona compagnia. Un’indagine svolta lo scorso giugno dalla piattaforma di psicologia online Unobravo, che ha coinvolto oltre 1200 pazienti del network, ha messo in luce il cortocircuito che si crea molto spesso fra il bisogno di staccare la spina e la frustrazione di non raggiungere i propri obiettivi, perché le vacanze non sono sufficienti per sentirsi davvero in armonia con se stessi.

Fra problemi di lavoro, sensi di colpa, stress da spese elevate e dinamiche famigliari non sempre in equilibrio, per molti la pausa-vacanze finisce per risultare “troppo poco”.

Un’oasi di benessere

Il periodo di ferie è sempre percepito come un’oasi in cui cercare di ritrovare il benessere: il 76,8% degli italiani intervistati dichiara di sentirsi emotivamente meglio in vacanza rispetto al resto dell’anno (e il 37,1% ne parla come il periodo in cui stanno meglio con se stessi). Ma non è tutto roseo come sembra, perché fra la percezione teorica e l’effettiva serenità che si raggiunge quando si parte esistono forti discrepanze.

C’è un 28,6% che dichiara di non fare vacanze quest’estate (il 41,3% fra i single) e anche fra chi parte il sollievo non è garantito: il 34,1% è già tornato dalle vacanze sentendosi meno ricaricato di quanto sperasse, o addirittura peggio di prima. Non è una minoranza marginale e per gli esperti è la prova che il meccanismo “vacanza = recupero” non funziona automaticamente per tutti.

Perché la vacanza a volte non basta

L’indagine di Unobravo mette a fuoco le motivazioni per cui la vacanza non basta. Quando si parte, i desideri più grandi sono staccare mentalmente dal lavoro (41,6%), recuperare le energie fisiche (31,4%), “non pensare a niente” (27,5%), ma anche vivere nuove esperienze (24,3%), ritrovare se stessi (13,9%), avere tempo per riflettere sulla propria vita (13%). Tuttavia, una volta in vacanza, svariati aspetti pesano sul benessere psicoemotivo, perché ci si porta dietro una serie di fastidi, pensieri negativi, inquietudini che inquinano il periodo di auspicato relax. Il 22,6% degli intervistati dice che non pensare al lavoro durante le vacanze è diventato più difficile rispetto a qualche anno fa e il 17,5% afferma di non riuscire a farlo davvero, perché fatica molto o lavora anche durante le ferie. L’espetto economico incide sul livello di stress quando si organizza la partenza (per il 25,2% è la preoccupazione principale), mentre quando si è già in ferie quasi il 60% del campione avverte senso di colpa, per motivi svariati: si spende per se stessi (22%), non si è abbastanza presenti con chi si ha vicino (20,3%), non si riesce a staccare dal lavoro (19,3%), non si torna a trovare la famiglia di origine (17,1%), si è scelta una meta diversa da quella voluta dal partner (5,9%), si sono lasciati da soli i figli (2,6%). Il numero di elementi destabilizzanti, che impediscono una vera rigenerazione, è elevato.

Il peso delle aspettative

La dottoressa Corena Pozzella, clinica manager di Unobravo, commenta così i dati: «Si verifica un meccanismo che osserviamo spesso nella pratica clinica. Quando il benessere viene concentrato in una finestra temporale molto ristretta, l’aspettativa che la vacanza debba “risolvere” un anno di stress può diventare essa stessa una fonte di pressione. Il fatto che quasi un terzo delle persone torni dalle vacanze meno ricaricato di quanto sperasse non significa per forza che le vacanze non funzionino, ma che non possono essere l’unico spazio dedicato al proprio equilibrio psicologico nell’arco di dodici mesi». Non a caso, alla domanda di descrivere la vacanza con una sola parola, le due risposte più comuni sono “libertà” (37,8%) e “fuga” (21,6%): segno che il periodo di ferie è visto come la via di uscita da qualcosa di opprimente. Sarebbe importante trovare spazi rigeneranti lungo tutto l’arco dell’anno: «Il bisogno di staccare dal lavoro, che emerge come obiettivo principale ancora prima del riposo fisico, racconta quanto sia diffusa la fatica di reggere un anno intero senza margini di recupero distribuiti nel tempo» conclude la dottoressa.