Longevità. Anche il cibo conta
Per stare bene in ogni fase della vita non trascurare cosa e come porti il cibo in tavola. Fai la scelta giusta in materia di accostamenti, condimenti e cottura
Longevità. È il mantra del momento, visto e considerato che la popolazione italiana gode di un’aspettativa di vita tra le più promettenti in Europa.
Il diktat è riuscire a invecchiare bene e in salute, prendendo in considerazione ogni aspetto, alimentazione compresa.
Guild Living, prima destinazione longevity in Italia per over 65 autosufficienti, condivide i consigli della professoressa Chiara Manzi, docente di Medicina Culinaria, per una longevità che parte anche dalla tavola.
Carote e olio evo
Le carote sprigionano al massimo i loro benefici se cotte e abbinate all’olio extravergine di oliva. Per massimizzare l’assorbimento del betacarotene contenuto in questo ortaggio, cuocile al forno, in padella o al vapore, per aumentare la biodisponibilità di questo micronutriente. Condisci poi con cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Cottura dei legumi
I legumi sono ricchi di vitamine del gruppo B, importanti per il corretto funzionamento del metabolismo, fibre, ferro e magnesio e sono anche un’ottima fonte di proteine vegetali. Per mantenerne i benefici durante la cottura, aggiungi un cucchiaio di succo di limone per ogni litro di acqua di ammollo: aumenterà a mantenere la vitamina B nel legume. Usando poca acqua non salata e per 30 minuti al massimo, oltre alla vitamina B, conserverai al meglio i sali minerali.
Sale in piccole dosi
Sono 5 i grammi di sale concessi al giorno secondo le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, inclusi il sodio naturalmente presente negli alimenti e quello aggiunto nei cibi pronti. Per non eccedere con l’aggiunta di sale, limitane il quantitativo: nella preparazione della pasta aggiungi un cucchiaino raso (5 grammi) per litro di acqua. Anche optare per alimenti ricchi di acido glutammico, la sostanza che conferisce il gusto “sapido” agli alimenti, può essere utile, per esempio concentrato di pomodoro senza sale, funghi secchi e parmigiano reggiano.
Colazione dolce o salata?
La colazione è il pasto più importante della giornata e dà la giusta carica per affrontare le attività quotidiane. La colazione salata, spesso osannata per il basso contenuto di zuccheri semplici, può diventare nemica del benessere se solo a base di salumi, formaggi o pesce affumicato. Un primo suggerimento è quello di aggiungere delle fibre: si può prediligere del pane integrale con verdura come spinacino fresco, pomodori, funghi e lattughino. Meglio limitare i salumi a una volta a settimana. Un’alternativa possono essere uovo o creme di legumi come l’hummus o due o tre fettine di salmone affumicato. La regola d’oro è sempre variare.
Occhio al colore
L’acrilammide è una sostanza potenzialmente cancerogena per l’uomo. Si forma durante la frittura, la cottura al forno e alla griglia di alimenti ricchi di zuccheri e asparagina (un amminoacido) come patate, pane, biscotti e cereali a temperature superiori ai 120°C. La sua presenza è rilevabile però dal colore: più l’alimento si imbrunisce, maggiore è il contenuto di acrilammide. Meglio dorare toast e dolci, eliminare la crosta scura del pane e, al supermercato, scegliere alimenti di colore dorato. Inoltre, cibi come le patate dolci o quelle conservate in frigorifero sviluppano più zuccheri semplici, aumentando il rischio di formazione di acrilammide durante la cottura. Scegli le patate novelle, conservandole in luoghi freschi ma non freddi (sopra i 10 °C), e quelle con minor contenuto di asparagina e zuccheri riducenti come le Jelli, Agria o Spunta.
Abbinamenti vincenti
Il tè verde è fonte di molecole bioattive benefiche per il sistema immunitario, con azione protettiva per il cuore e attività antitumorale. Da evitare l’abbinamento con il latte, che ostacola l’assorbimento delle molecole bioattive. Per esaltare il gusto preferisci una fettina di limone.
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