Sole e nei: missione protezione
La protezione e l’informazione non si fermano. Nivea Sun e Airc saranno in tour sulle spiagge (e non solo) per sensibilizzare gli italiani sull’uso della crema solare e sui pericoli delle radiazioni UV
La prima tappa è prevista per il 6/7 giugno sulla spiaggia di Porto San Giorgio, nelle Marche. Qui prenderà il via il tour NIVEA SUN × AIRC, che si svilupperà in cinque tappe nelle principali località balneari e città italiane. Durante il tour saranno organizzate attività con esperienze interattive – come i quiz sulle fake news in materia di abbronzatura & co. – e iniziative di divulgazione scientifica per informare ed educare sull’importanza di una corretta esposizione e protezione solare, attraverso l’uso di prodotti specifici per il proprio fototipo cutaneo.
Obiettivo: prevenire lo sviluppo dei tumori della pelle, tra cui il melanoma, la forma più aggressiva.
«Questo progetto punta a rendere la prevenzione un’esperienza vicina, concreta e capace di coinvolgere persone di tutte le generazioni», afferma Chiara Occulti, Chief Marketing & Fundraising Officer di Fondazione AIRC. Nivea Sun sarà al fianco di Fondazione AIRC sostenendo con una donazione anche un progetto di ricerca.
Sole… on the go
Il progetto include anche, da giugno a luglio, l’installazione di 25 dispenser firmati Sundo in città, parchi e spiagge, che offriranno gratuitamente la formula NIVEA SUN Protect & Hydrate SPF50+. Perché il solare deve essere applicato anche in montagna e in città, con cielo limpido o nuvoloso.
Facciamo il punto
Sono in aumento nel Belpaese le diagnosi di melanoma, anche tra i giovani adulti. Già nel 2024 le nuove diagnosi sono state quasi 13mila. Tra le cause di questa crescita, oltre a una maggiore esposizione ai raggi ultravioletti (naturali o artificiali), ci sono l’invecchiamento della popolazione, che mette a rischio per lo sviluppo di tutti i tumori, e un miglioramento delle tecniche diagnostiche, che consentono di individuare anche melanomi molto piccoli. La buona notizia è che dopo cinque anni dalla diagnosi la sopravvivenza oggi supera l’88% negli uomini e il 92% nelle donne, grazie a un maggior numero di screening, sempre più precisi, e al progresso delle terapie.
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