Yoga: riaccendi il metabolismo con la Mezza spaccata dinamica
Ardha Hanumanasana è una posa di allungamento che, nella variante in movimento, muove il tessuto adiposo, stimola la circolazione, attiva il dispendio energetico e il drenaggio linfatico delle zone critiche
Non tutte siamo in grado di eseguire Hanumanasana, la posa della Spaccata. Tutte, invece, possiamo provare la Mezza spaccata, un asana di allungamento propedeutica a quella completa: si parte in posizione inginocchiata (ma con i piedi in flessione e con le dita “puntate” sul tappetino), si estende una gamba davanti e si flette il busto sulla coscia, allungando così tutta la catena muscolare dalla schiena fino alla caviglia. Le mani possono stare appoggiate a terra, oppure unirsi dietro al bacino ed essere spinte verso il cielo con un’estensione delle braccia. L’insegnante di yoga Francesca Cassia insegna una variante dinamica di questo esercizio, perfetto per le donne perché il focus del lavoro è sulle zone critiche e i benefici sono molto vari e profondi.
“Ardha Hanumanasana, nella sua versione dinamica, non è più solo una posizione di allungamento: diventa un lavoro continuo, ritmico, che stimola il metabolismo” sostiene l’esperta.
Un flow armonioso
In pratica, il dinamismo della posa consiste nel non tenerla in modo stabile e fisso, come si farebbe nella versione statica, ma nell’eseguire un flow armonioso in cui il busto avanza e ritorna, si flette di più e si risolleva. «È una ricerca di continuità, una sorta di ciclo in cui si spinge il busto verso il basso, si controlla la flessione, si rientra sollevando la schiena, poi si ricomincia» descrive l’insegnante.
Non un semplice stretching
In apparenza può sembrare un avanti-e-indietro semplice e banale, uno stretching come tanti altri, invece questo lavoro accende nel corpo un meccanismo complesso. «Proviamo a spiegare come avviene il movimento: nel flusso dinamico i muscoli posteriori della coscia lavorano in allungamento attivo e ritorno controllato, i glutei stabilizzano ogni transizione, il core mantiene il bacino in equilibrio mentre cambia l’assetto, il quadricipite regola la spinta e il rientro» racconta Cassia. È un’alternanza di stimoli che agisce sulla muscolatura in modo intelligente e profondo, provocando un aumento del dispendio energetico rispetto alla posizione statica, è un vero lavoro metabolico. Inoltre questo flow genera una maggiore richiesta di sangue nei capillari di tutta la zona che, non dimentichiamolo, è l’area più critica del corpo femminile dal punto di vista estetico e trae immensi benefici da un aumento della vascolarizzazione. Con il miglioramento della circolazione locale, infatti, si ottengono un maggiore drenaggio dei liquidi, un’ossigenazione dei tessuti più efficiente, la mobilizzazione del tessuto adiposo e quindi, a lungo andare, un migliore utilizzo del grasso come “combustibile”.
Benefici total body
«Non è un lavoro aggressivo, ma una riattivazione dolce e progressiva del sistema» precisa l’esperta, che sottolinea anche la valenza “total body” dell’esercizio: non si tratta infatti di un lavoro circoscritto, ma coinvolge una catena muscolare ampia e dunque è in grado di regalare risultati più evidenti, stabili e sicuri.
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