Vacanze rigeneranti: stop al rumore mentale
Non basta allontanarsi dal lavoro, occorre invece trovare il silenzio mentale, che è la condizione in cui ci si sottrae al bombardamento di tutti gli stimoli esterni. Il coach suggerisce un rituale per farlo
Siamo schiavi dei nostri device e dell’iperconnessione, non solo durante l’anno ma anche nel periodo delle vacanze, quando dovremmo staccare completamente la spina per riuscire a rigenerarci. Non è un caso che sempre più persone raccontino di tornare dalle vacanze stanche quasi quanto prima della partenza: cambiano luogo, panorama e casa, ma rimane uguale il “rumore mentale”, fatto di pensieri continui, di messaggi a cui rispondere, di contenuti da postare, di stimoli insistenti e molteplici, di reperibilità costante a cui non si riesce a sottrarsi.
Riceviamo continue notifiche, siamo presi dall’ansia da controllo, vogliamo essere sempre reperibili e ci è difficile stare davvero fermi: anche in vacanza il cervello resta acceso.
Interrompere il bombardamento costante
Esistono anche dati precisi su questo fenomeno: secondo vari studi internazionali sul rapporto tra lavoro, tecnologia e benessere mentale, oltre il 60% delle persone controlla email o notifiche di lavoro anche durante le ferie. Un’abitudine dannosa che ha portato Richard Romagnoli, formatore, coach e autore del libro Il silenzio che guarisce (Edizioni Sonda), a individuare la regola che tutti dovremmo seguire per rendere le vacanze davvero rigeneranti: non solo “staccare dal lavoro”, ma imparare a interrompere il bombardamento costante di sollecitazioni che ci accompagna nella vita quotidiana. «Stimoli, notifiche, pensieri e tensioni impediscono al sistema nervoso di rallentare davvero. Il problema non è il lavoro, è il rumore interiore che ci portiamo dietro» spiega Romagnoli. Quando il cervello resta costantemente esposto a stimoli e iperconnessione, il corpo continua a produrre cortisolo e adrenalina, mantenendo attivo uno stato di tensione cronica. Al contrario, creare spazi di quiete e rallentamento favorisce il recupero del sistema nervoso, migliora lucidità, concentrazione e qualità del sonno.
L’esperto ha messo a punto una mini-guida pratica in tre step per affrontare le vacanze come un reset mentale vero e profondo.
Prima della partenza
Uno degli errori più frequenti è arrivare alle ferie completamente saturi, senza creare alcun passaggio mentale tra la vita quotidiana e il momento del riposo. Per questo il primo consiglio è iniziare qualche giorno prima della partenza con una pratica di decompressione mentale molto semplice: dedicare ogni giorno almeno 10 minuti al silenzio totale, senza telefono e senza stimoli esterni. L’obiettivo è fermarsi, respirare e osservare il flusso dei pensieri senza riempire immediatamente ogni spazio vuoto. Romagnoli suggerisce anche di scrivere su un foglio i pensieri più ricorrenti, le preoccupazioni o le tensioni ancora aperte: «Scrivere significa depositare mentalmente ciò che ci portiamo dentro. È un modo per alleggerire il sistema nervoso e abbassare il livello di attivazione prima ancora di partire».
Durante la vacanza
Viaggi e ferie sono pieni di programmi, di esperienze, con lo smartphone sempre acceso e un bisogno costante di documentare tutto. Bisogna invece creare ogni giorno dei “micro-spazi di quiete”. La pratica suggerita è semplice: almeno 20 minuti al giorno senza telefono, senza musica e senza web. Solo una camminata lenta, respirando davanti al mare o nella natura.
Al rientro
E dopo le vacanze? Nel giro di poche ore si torna a notifiche, ritmi accelerati, impegni e automatismi e il beneficio accumulato rischia di svanire immediatamente. Per questo Romagnoli suggerisce di mantenere anche dopo le ferie dei piccoli rituali quotidiani di presenza e silenzio: 3 minuti di respirazione lenta al mattino, prima di guardare il telefono, possono già aiutare il sistema nervoso a iniziare la giornata in modo diverso. A questo si può aggiungere l’abitudine di scrivere i pensieri depotenzianti e rumorosi che emergono: serve a “depositarli”, a prendere le distanze. E bisognerebbe sempre chiedersi come si vorrebbe vivere la propria giornata, cercare di assecondare i propri “desiderata”.
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