David di Donatello 2026: trionfa il film outsider Le città di pianura
Sono ben otto i David di Donatello vinti dal film Le città di pianura di Francesco Sossai, che ha superato ogni aspettativa. Nessun premio invece per Paolo Sorrentino e Paolo Virzì
È proprio vero che non bisogna dare nulla per scontato e l’ha dimostrato la 71esima edizione dei Premi David di Donatello, che ha visto trionfare (con ben otto statuette) Le città di pianura di Francesco Sossai su film verso i quali si avevano forti aspettative come La grazia di Paolo Sorrentino o Cinque secondi di Paolo Virzì, che non hanno ricevuto nemmeno un premio. Che dire: è bello quando degli outsider riescono, con il loro cinema vero e vibrante, a conquistare questi importanti palcoscenici.
Peccato che lo show televisivo messo in piedi per la cerimonia di premiazione, andato in onda in prima serata su Rai1, non sia stato del livello meritato con una catastrofica (e a tratti imbarazzante) conduzione affidata a Flavio Insinna e Bianca Balti.
La serata, tenutasi negli Studi di Cinecittà a Roma, ha visto esibirsi anche delle pop-star di casa nostra come Annalisa, Arisa, Francesca Michielin e Tommaso Paradiso.
Le città di pianura pigliatutto
Come dicevamo, Le città di pianura di Francesco Sossai ha vinto ben otto David: Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale (firmata da Francesco Sossai e Adriano Candiago), Miglior attore protagonista (andato a Sergio Romano), Miglior produttore (Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo Film, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures e Cecilia Trautvetter), Miglior canzone originale (Ti – musica, testo e interpretazione di Krano), Miglior montaggio (Paolo Cottignola), Miglior casting (Adriano Candiago).
Presentato nel 2025 nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, è arrivato poi nelle sale ad ottobre ottenendo un ottimo riscontro dar parte della critica.
Ambientato e interamente girato in Veneto, Le città di pianura vede protagonisti due spiantati cinquantenni di nome Carlobianchi e Doriano che hanno un’ossessione ovvero andare a bere l’ultimo bicchiere (quello che solitamente viene chiamato “bicchiere della staffa”). Una notte, vagando in macchina da un bar all’altro, si imbattono per caso in Giulio, un timido studente di architettura: l’incontro con questi due improbabili mentori trasformerà profondamente Giulio nel suo modo di vedere il mondo e l’amore, e di immaginare il futuro.
Nel cast troviamo Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Filippo Scotti, Roberto Citran e Andrea Pennacchi.
Vorreste recuperarlo? Potrete farlo in streaming su MUBI.
Gli altri David
Questa edizione dei David di Donatello ha più che mai messo al centro il talento e l’impegno: Matilda De Angelis, Miglior attrice non protagonista per Fuori di Mario Martone ha fatto un bellissimo discorso sullo stato della cultura nel nostro paese; mentre Lino Musella, Miglior attore non protagonita per Nonostante di Valerio Mastandrea, ha dedicato il suo premio agli uomini e alle donne della Flotilla.
Ci siamo poi emozionati nel vedere l’entusiamo della straordinaria Aurora Quattrocchi, che ha 83 anni ha vinto il suo primo David come Miglior attrice protagonista per Gioia mia di Margherita Spampinato, la quale a sua volta ha vinto come Miglior esordio alla regia.
Felici poi per i premi vinti da un film importantissimo come Le assaggiatrici di Silvio Soldini: Miglior sceneggiatura non originale (Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia), Miglior trucco (Esmé Sciaroni) e il David Giovani.
Tre statuette anche per La città proibita di Gabriele Mainetti: Miglior scenografia (Andrea Castorina e Marco Martucci), Miglior autore della fotografia (Paolo Carnera) e Migliori effetti speciali visivi (Stefano Leoni e Andrea Lo Priore).
Quattro invece per Primavera di Damiano Michieletto: Miglior compositore (Fabio Massimo Capogrosso), Miglior acconciatura (Marta Iacoponi), Migliori costumi (Maria Rita Barbera e Gaia Calderone) e Miglior suono (Gianluca Scarlata, Davide Favargiotti, Daniele Quadroli e Nadia Paone).
E ancora…
Il David per il Miglior documentario – Premio Cecilia Mangini è andato a Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti.
Miglior cortometraggio è Everyday in Gaza di Omar Rammal.
Miglior film internazionale è Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson.
Il David dello spettatore è andato al campione d’incassi Buen Camino di Gennaro Nunziante, ma né lui né il protagonista Checco Zalone erano presenti.
Invece assente giustificata lo scorso anno, Ornella Muti ha recuperato venendo a ritirare il suo David speciale 2025.
I David speciali del 2026 sono andati a Vittorio Storaro e Bruno Bozzetto. David alla carriera a Gianni Amelio.
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