La fatica emotiva di essere donne
Fasi biologiche che si avvicendano, terapie o fluttuazioni ormonali e momenti di cambiamento fisico incidono sull’equilibrio psichico femminile, ma questo disagio è affrontato in modo inappropriato
Per il 50,7% delle donne italiane prendersi cura della propria salute mentale è oggi una priorità assoluta, segno di una volontà diffusa di focalizzarsi sul proprio equilibrio interiore per la sua centralità in una vita piena e serena. È un dato importante, emerso da una indagine condotta lo scorso febbraio da Dynata per conto della piattaforma di psicologia online Unobravo, su un campione di 1001 donne fra i 18 e i 60 anni.
Molto spesso, però, il benessere psichico è minato da disagi provocati da condizioni o trasformazioni biologico-ormonali, che non trovano negli altri adeguata comprensione.
Il peso dei cambiamenti (ormonali)
Il benessere mentale delle donne è strettamente connesso con la fase biologica della vita che stanno attraversando. Come mostra la ricerca di Unobravo, un ciclo mestruale irregolare, terapie farmacologiche e momenti fisiologici come la perimenopausa e la menopausa possono incidere in modo significativo sull’equilibrio emotivo, amplificando stress e senso di sopraffazione.
Pensate, ad esempio, a un aspetto che forse vi tocca da vicino: l’impatto che possono avere sull’equilibrio psicoemotivo le fasi del ciclo o, a maggior ragione, la loro irregolarità. Il 47,3% delle donne che ne soffrono segnala che i dolori mestruali, i cambiamenti ciclici del corpo e la stanchezza influiscono molto o moltissimo sul benessere psicologico. La percentuale aumenta fino al 55,9% tra quelle che hanno un ciclo irregolare o assumono farmaci che incidono sull’equilibrio ormonale: per loro la difficoltà nella gestione quotidiana delle emozioni cresce in modo significativo e il 36,4% dichiara di non riuscire a gestirle, con un divario di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media della popolazione femminile (attestata al 27,1%). Un’altra conseguenza sgradevole e comune fra le donne con irregolarità del ciclo è la qualità del sonno scadente (riscontrata dal 54,2% del campione, quasi il doppio rispetto al 38,7% di chi dorme male ma ha un ciclo regolare). Dormire male, per il 53,7% delle intervistate, va a peggiorare ulteriormente e in modo marcato il malessere psicologico.
Il disagio non è inevitabile
I numeri mostrano che le condizioni ginecologiche e le fluttuazioni ormonali incidono direttamente sull’equilibrio emotivo, ma il disagio che ne deriva viene spesso minimizzato o letto come un effetto “inevitabile” del ciclo o della fase di vita attraversata (specie per quelle di transizione biologica, come la menopausa). Il 40,7% delle donne, infatti, non si sente libera di esprimere il proprio disagio senza sentirsi giudicata o sminuita. Il 38% non si sente supportata dalle persone vicine nei momenti di difficoltà emotiva e la percezione di scarso supporto è più alta tra donne in perimenopausa (45,1%), con ciclo irregolare (45,8%) e in menopausa (41,3%). Il 37,2% ritiene che chi le sta vicino non comprenda l’impatto emotivo della fase di vita attraversata e il 75,7% percepisce che il proprio stress viene spesso “normalizzato” come tipico di un periodo contingente.
Aspettative esterne: che stress!
Oltre ad avere difficoltà ad esprimere la propria inquietudine e a riscontrare una generalizzata tendenza a minimizzare il loro disagio, le donne vivono come ulteriore fonte di stress le aspettative esterne: il 37% delle intervistate ammette di soffrire per il confronto con i modelli sociali di ciò che dovrebbero essere o sentire. È un sentimento che riguarda soprattutto le più giovani, oltre la metà nella fascia 18-24 anni.
Il parere dell’esperta
La dottoressa Corena Pezzella, psicoterapeuta e clinical manager di Unobravo commenta così il quadro emerso e il fatto che il legame fra salute psichica e dimensione biologico-ormonale sia ancora troppo sottostimato: «Le diverse fasi biologiche della vita di una donna comportano trasformazioni profonde, che non si esauriscono nella dimensione fisica. Prendersi cura della salute ginecologica e fisica è fondamentale, ma è altrettanto importante riconoscere e legittimare l’impatto psicologico delle trasformazioni e delle diverse condizioni che il corpo può attraversare nei differenti periodi della vita. Normalizzare il disagio rischia di silenziare una richiesta di aiuto che merita invece riconoscimento, attenzione clinica e ascolto emotivo».
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