Oscar® 2026: la notte più attesa del cinema sta arrivando
Il 15 marzo si terrà la 98esima Cerimonia dei Premi Oscar®, che potremo seguire in diretta su Rai1. Il film con più candidature è I peccatori di Ryan Coogler
È arrivato il momento più atteso dell’anno dagli amanti del cinema: stiamo parlando, naturalmente, della notte degli Oscar®. La 98esima cerimonia di premiazione si terrà il 15 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles e sarà presentata (per la seconda volta) da Conan O’Brien.
Noi potremo seguirla in diretta su Rai1, a partire dalle ore 23:30: in studio a Roma ci sarà Alberto Matano, mentre inviato sul red carpet a Los Angeles troveremo Mattia Carzaniga.
Molti i film protagonisti, tra cui I peccatori di Ryan Coogler che vanta ben sedici nomination.
Miglior film e regia
I titoli candidati per l’Oscar® al Miglior film sono Bugonia di Yorgos Lanthimos; F1 – Il film di Joseph Kosinski; Frankenstein di Guillermo del Toro; Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao; Marty Supreme di Josh Safdie; Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson; L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho; Sentimental Value di Joachim Trier; I peccatori di Ryan Coogler: Train Dreams di Clint Bentley.
In lizza come Miglior regista: Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra; Ryan Coogler per I peccatori; Josh Safdie per Marty Supreme; Joachim Trier per Sentimental Value e Chloé Zhao per Hamnet – Nel nome del figlio.
Gli attori, protagonisti e non
Arriviamo quindi alle nomination che solitamente catturano di più l’attenzione ovvero quelle legate alle performance attoriali.
I candidati per l’Oscar® al Miglior attore protagonista sono Timothée Chalamet per Marty Supreme, Leonardo DiCaprio per Una battaglia dopo l’altra, Ethan Hawke per Blue Moon, Michael B. Jordan per I peccatori e Wagner Moura per L’agente segreto.
Quelli per il Miglior attore non protagonista sono invece: Benicio del Toro per Una battaglia dopo l’altra, Jacob Elordi per Frankenstein, Delroy Lindo per I peccatori, Sean Penn per Una battaglia dopo l’altra e Stellan Skarsgard per Sentimental Value.
Siamo poi curiosi di scoprire chi vincerà nella categoria Miglior attrice protagonista tra Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio, Rose Byrne per Se solo potessi ti prenderei a calci, Kate Hudson per Song Sung Blue – Una melodia d’amore, Renate Reinsve – Sentimental Value ed Emma Stone per Bugonia.
Le candidate come Miglior attrice non protagonista sono invece: Elle Fanning per Sentimental Value, Inga Ibsdotter Lilleaas per Sentimental Value, Amy Madigan per Weapons, Wunmi Mosaku per I peccatori e Teyana Taylor per Una battaglia dopo l’altra.
Quest’anno poi è stata introdotta la categoria Miglior casting con una cinquina composta da: Nina Gold per Hamnet – Nel nome del figlio, Jennifer Venditti per Marty Supreme, Cassandra Kulukundis per Una battaglia dopo l’altra, Gabriel Domingues per L’agente segreto e Francine Maisler per I peccatori.
Le sceneggiature
Alla base di un film di successo non può che esserci una buona sceneggiatura. E quindi arriviamo alla categoria Miglior sceneggiatura non originale che vede in lizza: Will Tracy per Bugonia, Guillermo del Toro per Frankenstein, Chloé Zhao e Maggie O’Farrell per Hamnet – Nel nome del figlio, Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra, Greg Kwedar e Clint Bentley per Train Dreams.
Candidati invece per Miglior sceneggiatura originale: Robert Kaplow per Blue Moon; Jafar Panahi, Shadmehr Rastin, Nader Saivar e Mehdi Mahmoudian per Un semplice incidente; Ronald Bronstein e Josh Safdie per Marty Supreme; Eskil Vogt e Joachim Trier per Sentimental Value; Ryan Coogler per I peccatori.
Film internazionali, d’animazione e documentari
I titoli candidati come Miglior film internazionale sono L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Un semplice incidente di Jafar Panahi, Sentimental Value di Joachim Trier, Sirat di Óliver Laxe e La voce di Hind Rajab.
Quelli per il Miglior film d’animazione: Zootropolis 2 di Byron Howard e Jared Bush; KPop Demon Hunters di Maggie Kang e Chris Appelhans; La piccola Amélie di Mailys Vallade e Liane-Cho Han; Elio di Domee Shi, Madeline Sharafian e Adrian Molina; Arco – Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenu.
Arriviamo quindi al Miglior documentario: The Alabama Solution di Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman; Come See Me in the Good Light di Ryan White, Jessica Hargrave, Tig Notaro e Stef Willen; Cutting Through Rocks di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni; Mr Nobody Against Putin di David Borenstein; The Perfect Neighbor di Geeta Gandbhir, Alisa Payne, Nikon Kwantu e Sam Bisbee.
Le categorie tecniche
Andando più sul tecnico c’è la categoria Miglior fotografia: Dan Laustsen per Frankenstein, Darius Khondji per Marty Supreme, Michael Bauman per Una battaglia dopo l’altra, Autumn Durald Arkapaw per I peccatori e Adolpho Veloso per Train Dreams.
Miglior scenografia: Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) per Frankenstein; Fiona Crombie (scenografia) e Alice Felton (arredamento) – Hamnet per Nel nome del figlio; Jack Fisk (scenografia) e Adam Willis (arredamento) per Marty Supreme; Florencia Martin (scenografia) e Anthony Carlino (arredamento) per Una battaglia dopo l’altra; Hannah Beachler (scenografia) e Monique Champagne (arredamento) per I peccatori.
Miglior effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett – Avatar per Fuoco e cenere; Ryan Tudhope, Robert Harrington, Nicolas Chevallier e Keith Dawson per F1 – Il film; David Vickery, Stephen Aplin, Charmaine Chan e Neil Corbould per Jurassic World – La rinascita; Charlie Noble, David Zaretti, Russell Bowen e Brandon K. McLaughlin per The Lost Bus; Michael Ralla, Espen Nordahl, Guido Wolter e Donnie Dean per I peccatori.
Miglior montaggio: Stephen Mirrione per F1 – Il film; Ronald Bronstein e Josh Safdie per Marty Supreme; Andy Jurgensen per Una battaglia dopo l’altra; Olivier Bugge Coutté per Sentimental Value; Michael P. Shawver per I peccatori.
C’è poi il Miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta per F1 – Il film; Greg Chapman, Nathan Robitaille, Nelson Ferreira, Christian Cooke e Brad Zoern per Frankenstein; José Antonio García, Christopher Scarabosio e Tony Villaflor per Una battaglia dopo l’altra; Chris Welcker, Benjamin A. Burtt, Felipe Pacheco, Brandon Proctor e Steve Boeddeker per I peccatori; Amanda Villavieja, Laia Casanovas e Yasmina Praderas per Sirat.
Costumi, trucco e parrucco
Ci sono poi quegli elementi estetici che risultano fondamentali per la costruzione di un personaggio. Partiamo dalla categoria Migliori costumi: Deborah Lynn Scott per Avatar – Fuoco e cenere, Kate Hawley per Frankenstein, Malgosia Turzańska per Hamnet – Nel nome del figlio, Miyako Bellizzi per Marty Supreme, Ruth E. Carter per I peccatori.
Per la categoria Migliori trucco e acconciatura troviamo: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey per Frankenstein; Kyoko Toyokawa, Naomi Hibino e Tadashi Nishimatsu per Kokuho; Ken Diaz, Mike Fontaine e Shunika Terry per I peccatori; Kazu Hiro, Glen Griffin e Bjoern Rehbein per The Smashing Machine; Thomas Foldberg e Anne Cathrine Sauerberg per The Ugly Stepsister.
La colonna sonora
Ingrediente fondamentale di un buon film è la musica. Nella cinquina per la Miglior colonna sonora originale ci sono: Jerskin Fendrix per Bugonia, Alexandre Desplat per Frankenstein, Max Richter per Hamnet – Nel nome del figlio, Jonny Greenwood per Una battaglia dopo l’altra, Ludwig Göransson per I peccatori.
E per la miglior canzone originale: Dear Me (testo e musica: Diane Warren) per Diane Warren: Relentless; Golden (testo e musica: Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park) per KPop Demon Hunters; I Lied to You (testo e musica: Raphael Saadiq e Ludwig Göransson) per I peccatori; Sweet Dreams of Joy (testo e musica: Nicholas Pike) per Viva Verdi!; Train Dreams (musica: Nick Cave e Bryce Dessner; testo: Nick Cave) per Train Dreams.
Il miglior cortometraggio
Il cinema in formato breve ha ben tre categorie dedicate. Questi i titoli candidati come Miglior cortometraggio: Butcher’s Stain di Meyer Levinson-Blount e Oron Caspi; A Friend of Dorothy di Lee Knight e James Dean; Jane Austen’s Period Drama di Julia Aks e Steve Pinder; The Singers di Sam A. Davis and Jack Piatt; Two People Exchanging Saliva di Alexandre Singh e Natalie Musteata.
Invece per il Miglior cortometraggio documentario: All the Empty Rooms di Joshua Seftel e Conall Jones; Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud di Craig Renaud e Juan Arredondo; Children No More: Were and Are Gone di Hilla Medalia e Sheila Nevins; The Devil Is Busy di Christalyn Hampton e Geeta Gandbhir; Perfectly a Strangeness di Alison McAlpine.
Infine il Miglior cortometraggio d’animazione: Butterfly di Florence Miailhe e Ron Dyens; Forevergreen di Nathan Engelhardt e Jeremy Spears; La jeune fille qui pleurait des perles di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski; Retirement Plan di John Kelly e Andrew Freedman; The Three Sisters di Konstantin Bronzit.
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