11/03/2026

Acquatraining: c’è una nuova hydrobike

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 11/03/2026 Aggiornato il 11/03/2026

Stanno cominciando a diffondersi nei centri fitness con piscina i corsi di Bike 3D, un lavoro che ha un accattivante elemento di novità: un video super-stimolante

AQQUATIX

Se siete appassionate di hydrobike, sapete quanti benefici garantisca pedalare in immersione: tonifica i muscoli dalla vita in giù e permette di eseguire un efficace lavoro cardiorespiratorio, alleggerendo le articolazioni dal carico del peso corporeo. L’ultima versione delle lezioni di gruppo in piscina con la bici acquatica si chiama “Bike 3D”: è un format messo a punto da Diego Taddei, allenatore federale di nuoto e master trainer internazionale di fitness in acqua, che ci racconta quali sono i suoi punti di forza.

L’allenamento si esegue con un video, proiettato su uno schermo a bordo piscina. Questo video ha un ruolo preciso durante tutta la sessione di lavoro.

Stimoli aggiuntivi

Come spiega il coach, non è un video che sostituisce l’istruttore in carne e ossa, trasformandolo in coach virtuale (come accade in molte lezioni di gruppo importate dal Nord Europa), ma si aggiunge al trainer e offre stimoli aggiuntivi oltre a quelli rappresentati dalla musica di sottofondo e dagli incitamenti del coach. In che modo? «I partecipanti possono controllare in ogni momento il valore preciso dei battiti cardiaci sul cardiofrequenzimetro che ognuno di loro indossa a lezione, ma hanno anche la possibilità di visualizzare sullo schermo, con grande immediatezza, il percorso che il loro cuore è chiamato a compiere durante l’intero workout» spiega Taddei.

In pratica il video proiettato durante il training mostra un grafico con una serie di picchi, le cui diverse altezze e i cui colori sono proporzionali al ritmo cardiaco che si raggiunge nei diversi momenti del workout. Un cursore che si muove lungo il tracciato del grafico segnala in quale punto della lezione ci si trova (su una breve salita, in una fase di recupero, su una salita più lunga e intensa), aiutando a dosare e calibrare meglio le energie. La musica di sottofondo dà il ritmo da imprimere alla pedalata e trasmette la giusta grinta, ma anche l’elemento visivo rappresenta uno sprone molto utile.

Alternanza di lavoro aerobico e anaerobico

Le lezioni durano da un minimo di 30 minuti a un massimo di 45-50 minuti e hanno una sequenza di fasi con intensità maggiore e momenti in cui lo sforzo è minore. Si passa infatti più volte dal lavoro di tipo aerobico (con frequenza cardiaca pari al 60-70% di quella massima) a fasi molto più intense (fino all’80-90% della frequenza massima). «È lo schema dell’interval training, scientificamente riconosciuto come il più efficace per eseguire un allenamento metabolico, cioè per stimolare il metabolismo a lavorare in modo più efficiente e a consumare di più anche a riposo, nelle ore successive alla lezione» assicura il coach.

Anche esercizi per le braccia

L’intensità dell’esercizio, dal punto di vista muscolare e cardiorespiratorio, è data dalla durata delle singole fasi e dalla resistenza che l’acqua oppone ai movimenti: «L’acqua frena i gesti, perciò il ritmo con cui si pedala non può subire accelerazioni molto marcate, come accade a secco. Per sollecitare e allenare in modo più completo il sistema cardiovascolare, quindi, nelle fasi di recupero si aggiungono alla pedalata anche esercizi delle braccia, come spinte in avanti, bracciate a rana e tutti gli altri movimenti tipici dell’upper body nell’acquagym» conclude Taddei.

L’esperto consiglia

In qualche convention acquatica è già arrivato anche il format “figlio” Bike 3D, ancora più coinvolgente. Lo ha messo a punto la presenter Michela Turchi, proponendo alla classe non un video con il grafico colorato del lavoro cardiaco, ma un video realistico di un percorso in natura. Con la colonna sonora giusta, si ottiene la simulazione di un viaggio, con tanto di immagini reali, simile a quelli che qualche decennio fa venivano proposti in alcune lezioni di spinning a secco.