10/03/2026

Cuore: 5 domande da farsi dopo gli “anta”

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 10/03/2026 Aggiornato il 10/03/2026

Il passaggio alla premenopausa e alla menopausa incide sul rischio cardiovascolare più di quanto le donne sappiano: ecco perché occorre essere in grado di riconoscere segnali anche piccoli

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Ancora troppo poche donne sanno quanto la menopausa e i cambiamenti ormonali, che la precedono e la accompagnano, possano influire sul rischio cardiovascolare. Un’indagine svolta in febbraio su 3629 donne (fra i 35 e i 65 anni) dal portale VediamociChiara, dedicato alle donne di tutte le fasce di età perché possano informarsi correttamente e facilmente sulla propria salute e sul proprio benessere, rivela che il 92% di loro attribuisce il rischio cardiovascolare solo allo stile di vita e all’ereditarietà. Errore.

Il cuore non viene sufficientemente nominato fra gli organi che, in menopausa, riscuotono (o dovrebbero riscuotere) interesse e attenzione.

Il ruolo degli estrogeni

La menopausa è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente dall’età in cui si verifica e le donne in postmenopausa possono arrivare ad avere un’incidenza di malattie cardiovascolari da 2 a 6 volte maggiore rispetto alla fase pre-menopausale. Il calo degli estrogeni, infatti, modifica profilo lipidico, pressione arteriosa, adiposità viscerale e sindrome metabolica. «Non è un dettaglio ormonale, ma è una trasformazione cardiometabolica. Pensare che la menopausa riguardi solo vampate e umore significa perdere un pezzo fondamentale della prevenzione. Il cuore cambia già dalla perimenopausa, spesso intorno ai 40 anni, ma la percezione resta ferma a un’idea parziale» chiarisce Adele Lillo, cardiologa ambulatoriale ASL Bari, DSS n°10, ex Ospedale Fallacara a Triggiano (BA). Un aspetto che il 78% del campione ha dichiarato di non sapere che esiste una differenza tra uomo e donna nel modo di manifestarsi dei sintomi cardiovascolari. «Nelle donne la cardiopatia ischemica (cioè la sofferenza del cuore, che può preludere a disturbi più o meno seri e anche all’infarto ndr) ha peculiarità ben documentate: l’insorgenza dei sintomi, però, può essere meno ‘classica’ e per questo meno riconoscibile, proprio perché essi si presentano in modo più sfumato e quindi non immediatamente associabile a un problema cardiaco» spiega la dottoressa Lillo.

A cosa fare attenzione

Vampate intense, stress costante e valori pressori che oscillano sono elementi importanti da considerare, per fare diagnosi tempestive e non ritardare una eventuale cura. I sintomi vasomotori (vampate e sudorazioni notturne), che interessano fino al 75% delle donne, non sono soltanto un problema di qualità della vita. La letteratura più recente li considera possibili indicatori di aumentato rischio cardiovascolare. «Il calo estrogenico modifica l’equilibrio cardiometabolico, lo stress agisce come amplificatore e la pressione è spesso il primo parametro che cambia» sintetizza Lillo. Il 41% delle donne intervistate identifica lo stress come fattore importante nella propria quotidianità, ma tende a sottovalutare i valori pressori anche quando non sono ottimali (solo 4 su 10 conoscono il parametro corretto 80/120).

Le domande per fare un check-up

Ecco allora le 5 domande che ogni donna, dopo gli “anta” dovrebbe porsi.

  1. È solo stanchezza o qualcosa di diverso? Se l’affaticamento è nuovo, persistente e sproporzionato rispetto alle attività quotidiane, non va automaticamente attribuito alla menopausa.
  2. Perché mi manca il fiato anche per piccoli sforzi? La fatica a respirare, insorta da poco e presente anche salendo pochi gradini o camminando a ritmo normale, merita un approfondimento, soprattutto dopo i 40 anni.
  3. Quel fastidio al petto è davvero “niente”? Il dolore cardiaco può non essere improvviso e intenso, ma presentarsi come bruciore, pressione o senso di costrizione diffuso. Anche un dolore atipico va valutato.
  4. Perché sento dolore alla schiena o alla mandibola senza motivo?Nella cardiopatia ischemica femminile il dolore può irradiarsi in modo diverso rispetto alla presentazione maschile. Non sempre è localizzato al centro del torace.
  5. Le vampate molto intense sono solo un disturbo della menopausa? Quando sono severe, persistenti o associate a palpitazioni, le vampate possono indicare un profilo cardiometabolico più vulnerabile. Non vanno banalizzate.