19/02/2026

Sanremo 2026: Arisa ci racconta la sua Magica Favola

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 19/02/2026 Aggiornato il 19/02/2026

È con la canzone Magica favola che Arisa torna in gara al Festival di Sanremo. Ecco cosa ci ha raccontato a pochi giorni dall'inizio di questa 76esima edizione

Arisa

Ha da poco festeggiato il successo dell’ultima edizione di The Voice Kids (in cui ha spiccato ancora una volta come coach) e ora Arisa si appresta a tornare su un palco a lei molto caro ovvero quello del Teatro Ariston, che l’ha vista due volte vincitrice ma anche co-conduttrice.

Era da tempo che attendevamo di ritrovarla in gara e il 76esimo Festival di Sanremo ha realizzato il nostro desiderio.

Arisa porterà Magica favola, una canzone da lei stessa scritta insieme a Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass.

L’artista ne ha parlato con i giornalisti, che ha incontrato nella sede milanese della sua casa discografica (la Warner Music Italy).

Il ritorno con Magica favola

Quella che troviamo è una Arisa in splendida forma e particolarmente saggia, che come sempre non ha paura di mettersi a nudo e di raccontarsi. D’altra parte è proprio questo suo essere così vera, in un mondo pieno di maschere, che le ha permesso di arrivare al cuore del pubblico.

«Erano anni che desideravo tornare come concorrente. Partecipare al Festival, per ogni artista pop italiano, è un vero privilegio e ne sono felicissima» – spiega – «Magica favola è stata definita da alcuni giornalisti che l’hanno ascoltata “disneyana”, ma in realtà è una canzone che ha la voglia di rimanere nel tempo, costruita su una melodia che risale all’operetta dei primi anni del ‘900, ma con un tema moderno. È infatti un resoconto della vita: ad un certo punto ti rendi conto di aver lasciato indietro il sentire e di quanto sia importante riappropriarsene, capire ciò che ti rende davvero felice, come quando eri piccola. Continuare la vita cercando di curare un po’ di più la nostra interiorità e quella bambina che lasciamo in un angolo e che invece ha bisogno di integrarsi con la nostra versione adulta».

E confessa: «La ricerca dell’amore romantico mi ha portato via tanto tempo. Dopo numerosi tentativi mi sono resa conto di aver perso l’opportunità di coltivare altre cose nella vita, di dedicarmi di più alla famiglia, agli amici e a me stessa. A 43 anni ho consapevolezze diverse, ma questa che vedete non è l’Arisa definitiva. Sono ancora in cammino e man mano tirerò fuori tutto quello che sono, lasciando un segno di me autentico».

Come affronterà questo Sanremo? «Con serietà e leggerezza. Cercherò di godermela al massimo, mi impegnerò a cantare, ma anche a fare il Fantasanremo!»

La serata cover

Per la serata cover Arisa ha scelto Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, che eseguirà insieme al Coro del Teatro Regio di Parma perché: «Mi piaceva l’idea di donare alla canzone una sorta di aura angelica, che secondo me si collega alla femminilità che è in grado di cambiare il mondo».

E continua: «Amo questa canzone proprio perché rappresenta una femminilità autentica, né martire, né femminista radicale, che esiste e basta. Quella delle donne comuni, di cui io mi sento di fare in qualche modo parte, che conoscono esattamente la realtà ma vanno dritte per la loro strada».

E la domanda scatta spontanea: canterà il finale scritto originariamente dal suo autore Enrico Ruggeri “ti diremo ancora un altro…si” oppure opterà per quel “no” preferito ultimamente da Fiorella Mannoia? «Ho scelto la versione originale, perché per quanto mi riguarda voglio essere inclusiva e non porre barriere verso l’altro. Non possiamo avere la presunzione di dire che tutte le donne sono giuste e tutti gli uomini sbagliati. Mi interessa l’essere umano».

L’Eurovision e l’Inno di Mameli

Nel 2014, quando vinse il Festival con Controvento, Arisa non partecipò all’Eurovision Song Contest. Si scelse infatti di mandare Emma Marrone con La mia città.

«Non ho fatto pace con questa cosa» – ammette – «Vorrei tanto partecipare, anche perché mi piacerebbe portare finalmente la mia musica all’estero e fare esperienze nuove».

Il discorso va poi inevitabilmente sul paragone che è scattato sui social tra l’Inno di Mameli cantato da lei a Pechino quattro anni fa in occasione del passaggio di consegne olimpico e la versione di Laura Pausini (molto criticata) alla Cerimonia di Inaugurazione di Milano-Cortina. «Mi sento sempre a disagio quando mi mettono a confronto con altre artiste, c’è il rischio che si creino delle antipatie e io non lo desidero. Penso che l’Inno si debba interpretare come si vuole: Laura ha una vocalità incredibile e ci ha regalato una versione unica. Io piuttosto vorrei spostare il discorso sul fatto che io ho vinto il contest per l’inno delle Olimpiadi con Fino all’alba e il pezzo non è stato minimamente filato, lo eseguirò in chiusura dei Giochi Paralimpici».

Nuovi progetti

Magica favola (come il singolo Nuvole uscito qualche mese fa) farà parte della tracklist di Foto mosse, il nuovo album di Arisa in uscita in primavera. «Il disco è un racconto reale di momenti di vita fotografati attraverso le canzoni» – spiega Arisa – «È un lavoro importante per me, perché mi sono messa in gioco di più come autrice, esprimendomi in maniera estremamente onesta. Qui c’è anche la ma femminilità scomoda, parlo delle relazioni e del rapporto salvifico con la mia terra. E non mancheranno dei pezzi in cui forse faticherete a riconoscermi».

In primavera l’artista tornerà anche ad esibirsi dal vivo in Arisa – Live Première, due appuntamenti speciali (prodotti e organizzati da Friends & Partners), che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente. Le prime date annunciate sono: 22 maggio – Roma (Teatro Brancaccio) e 29 maggio – Milano (Teatro Lirico).