17/02/2026

Playlist di febbraio: aspettando Sanremo, c’è anche altro

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 17/02/2026 Aggiornato il 17/02/2026

Mentre attendiamo di fare una bella full immersion nel 76esimo Festival di Sanremo, vi segnaliamo nuovi singoli e album da inserire nella vostra playlist

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Ormai manca davvero pochissimo all’inizio della 76esima edizione del Festival di Sanremo (che si terrà dal 24 al 28 febbraio) e non vediamo l’ora di scoprire le canzoni dei 30 Big in gara che, con tutta probabilità, finiremo per ascoltare non stop per settimane o (nel migliore dei casi) persino mesi.

Nell’attesa, dato che febbraio ha portato tanta nuova musica, vogliamo consigliarvi una serie di singoli e album (italiani e internazionali) che secondo noi meritano di essere inseriti nella vostra playlist.

Laura Pausini e il suo Io Canto 2

Grande protagonista di Sanremo 2026 sarà proprio Laura Pausini, che vedremo in veste di co-conduttrice al fianco di Carlo Conti. Non dimentichiamo però che la pop star italiana ha da poco pubblicato Io Canto 2, il suo nuovo album di cover che vuole essere un tributo ai cantautori interpreti e compositori della storia della musica italiana, con un orizzonte più ampio che comprende anche brani in lingua straniera con un particolare legame con l’Italia. Si va quindi dal nuovo singolo 16 marzo con Achille Lauro a Ma che freddo fa di Nada in duetto con Annalisa, da La Isla Bonita di Madonna a Ja sei namorar dei Tribalistas.

«Il secondo capitolo di Io Canto arriva vent’anni dopo il primo. Vent’anni in cui siamo cambiati, cresciuti, innamorati ancora della musica. Oggi come allora c’è una sola ragione per cui si sceglie di omaggiare una canzone, il suo autore o il suo interprete: l’amore. In questi tempi difficili in cui l’odio è all’ordine del giorno, io canto per mettere al centro la musica. Si canta per farsi interpreti di un sentimento potente. Si accetta di fare un passo indietro come autori, per farne uno gigantesco in avanti come esseri umani. Lo si fa per una ragione vera, viscerale: difendere ciò in cui crediamo» – ha dichiarato Laura Pausini – «In questo disco mi sento come Giovanna D’Arco, senza armature ma con il microfono in mano, perché quando la musica chiama, io rispondo. Pronta a difendere senza paura tutto ciò che amo, e io credo nelle canzoni. Credo nella musica, che va protetta da chi vive per lei».

Album italiani che esplorano i sentimenti e la vita

La musica italiana di qualità è protagonista di questo inizio 2026 e lo dimostra anche l’uscita di Quando meno me lo aspetto, il nuovo album dei Tiromancino trainato dal singolo Gennaio 2016. Questo è il 14esimo album in studio per la band capitanata da Federico Zampaglione che, per la scrittura di alcuni testi, ha collaborato con il padre Domenico. La tracklist è composta da undici canzoni che fanno parte di un racconto che esplora l’intimità, le paure, la rinascita di fine estate e denuncia un mondo sempre più concentrato sull’apparire e che lascia poco spazio a passioni e sentimenti reali. Un racconto che si traduce con sonora blues, rock, country, elettroniche e reggae, senza dimenticare la canzone d’autore degli anni ’70.

È uscito anche La fine della guerra, il nuovo album della cantautrice svegliaginevra: nove canzoni che attraversano il mistero della vita e dell’esperienza umana. Si parla della lotta interiore tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, ma anche di libertà, amore, solitudine, lutto, perdita e rinascita. C’è poi anche il coraggio di lasciarsi andare all’imprevisto, nei luoghi nuovi come in quelli che chiamiamo casa e l’amara consapevolezza che il mondo di oggi non è sempre giusto con chi ama solo per amare.

Siamo poi rimasti incantati da Bouquet, il nuovo album di Moà, che intreccia jazz, poesia e libertà espressiva in un dialogo tra passato e presente. Ogni brano è come un fiore distinto, un profumo, un colore e un’emozione che sboccia in armonia con gli altri, raccontando stati d’animo, stagioni interiori e sfumature emotive, dalla delicatezza più intima alle fioriture più luminose.

Singoli al femminile

Le artiste italiane ormai fanno la differenza, nel mainstream e non solo. A tal proposito vi segnaliamo dei singoli davvero interessanti. Il primo è La mia storia di rob, vincitrice dell’ultima edizione di X Factor: un pezzo pop-rock- punk scritto insieme a Naska (a cui si aggiungono Andrea Bonomo e Renzo Stone) e che la rappresenta pienamente.

Lil Jolie ha invece collaborato con Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista per il nuovo singolo Sophie, una canzone intima e viscerale punto di incontro tra il cantautorato italiano e influenze alternative rock. La Sophie del titolo non è solo uaìna persona, ma uno stato d’animo ovvero la stanchezza di dover funzionare a ogni costo, senza sapere davvero cosa significhi riuscire.

Ci aspettiamo molto da Mangiami pure, il primo album di Roshelle in uscita il 27 marzo, anticipato dal singolo L’origine del mondo. La cantautrice apre così un nuovo capitolo del suo percorso artistico: una vera e propria rinascita emotiva e creativa, in cui ciò che è stato si frantuma per lasciare spazio a una nuova pienezza.

Novità internazionali

In attesa dell’uscita (prevista per il 20 marzo) dell’ottavo album, la band electro-pop Ladytron ha pubblicato un nuovo singolo dal titolo A Death in London: si tratta di una canzone d’amore art-pop che si muove seducente su un groove di marimba.

Intanto, mentre è in tour con Florence + The Machine, Paris Paloma ha pubblicato il nuovo singolo Good Girl. In questo brano l’artista icona del nuovo panorama indie-folk internazionale sottolinea la sua ribellione alla necessità di compiacere allo sguardo maschile.

Ci addentriamo poi nei territori musicali affascinanti, tra R&B contemporaneo e jazzm di Charlotte Day Wilson che ha pubblicato il nuovo Ep Patchwork, un progetto plasmato dall’imperfezione, dall’istinto e dall’onestà emotiva. Concepite originariamente come demo in un momento di insicurezza, le canzoni che compongono la tracklist si sono rivelate complete nella loro crudezza, abbracciando la vulnerabilità piuttosto che la raffinatezza sia come filosofia che come sound.

Tra passato e futuro

Un progetto molto particolare è quello dei Dead Poets Club, gruppo sperimentale nato da un’idea di Giovanni Favero (pioniere dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla musica), Roberto Turatti (batterista, DJ e producer) e Fulvio Muzio (compositore, chitarrista e tastierista dei Decibel). come parte di un laboratorio sperimentale condiviso con l’Università degli Studi di Milano – Bicocca – Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Comunicazione e lo spin-off Whattadata. Il gruppo ha pubblicato un EP omonimo, composto da quattro brani che mettono in musica poesie di grandi autori del passato (William Blake, Gabriele D’Annunzio, Rosalia de Castro e Catullo) reinterpretandole in chiave contemporanea. Il progetto fa uso dell’intelligenza artificiale esclusivamente come strumento di supporto creativo, a testimonianza di come la tecnologia possa affiancare l’artista senza sostituirne l’identità, la visione e il processo espressivo.