Sanremo 2026: la Stupida Fortuna di Fulminacci
Tra la gara con Stupida sfortuna e il duetto con Francesca Fagnani, ecco come Fulminacci vivrà il 76esimo Festival di Sanremo
È al suo secondo Festival di Sanremo Fulminacci (al secolo Filippo Uttinacci) e, prima ancora di arrivare nella città dei fiori, ha già ricevuto critiche positive da parte della stampa (che ha ascoltato i brani in anteprima). Questa cosa lo rende naturalmente felice, come ci ha raccontato durante la conferenza che ha tenuto a Milano (presso Noise – Cinemino).
Il cantautore romano sarà in gara tra i Big con la canzone Stupida sfortuna, la quale farà parte della tracklist del suo nuovo album Calcinacci in uscita il 13 marzo (per Maciste Dischi/Warner Records Italy/Warner Music Italy).
Da Stupida sfortuna a Parole parole
«Avevo presentato a Carlo Conti due canzoni e lui ha scelto Stupida sfortuna» – racconta Fulminacci – «L’ho scritta più di un anno fa senza pensare in realtà a Sanremo, anche se ha degli arrangiamenti che la rendono per natura adatta all’orchestra e quindi si presta ad essere eseguita su quel palco. Con me ci sarà, come direttore d’orchestra, Golden Years che ha curato anche la produzione del mio nuovo album».
Come vive l’idea della gara? «Devo dire che la sto vivendo in maniera diversa rispetto alla volta precedente, con un altro spirito. In Stupida sfortuna parlo di competizione, anche se è un tema che non mi interessa: il mio obiettivo è essere leggero e divertirmi. Per me la classifica non è il punto del successo, l’importante è vedere arrivare sempre più persone ai miei concerti. E poi diciamolo: finire sul podio significa affrontare il tremendo momento dell’apertura della busta!»
Nella serata cover porterà Parole parole di Mina duettando con Francesca Fagnani: «È simpaticissima, è salita a bordo con un entusiasmo che non mi aspettavo. Volevo fare questo brano ed avere accanto a me un personaggio che non fosse un musicista e lei penso sia la figura giusta, in quanto autorevole e al tempo stesso materna. È una persona che ti mette molto a tuo agio». E aggiunge: «Ho sempre paura a toccare i mostri sacri e quindi mi gioco la carta dell’ironia (infatti la volta scorsa avevo chiamato Valerio Lundini). Vi posso anticipare che sarà un momento vintage, che rievocherà la tv degli anni’70. Mi piace creare dei link con il mondo dell’audiovisivo»
Calcinacci e Palazzacci
Il cantautore ci parla poi del suo album: «Ho pensato di intitolarlo Calcinacci, perché era finita una lunga storia d’amore e mi sono trovato in mezzo alle macerie, cercando di ricostruire una casa. L’album parla di questo, con canzoni serie e non».
Calcinacci è stato prodotto da Golden Years (ad eccezione del brano Nulla di stupefacente che è a cura di okgiorgio) e vede la collaborazione di colleghi come Franco126 e Tutti Fenomeni.
«Questo lavoro presenta una scrittura diversa, in quanto influenzato dagli ascolti fatti in quel periodo. Prima, infatti, ero concentrato su Lucio Dalla, Francesco De Gregori o Lucio Battisti, mentre ultimamente ho riscoperto Franco Battiato» – spiega e anticipa – «Calcinacci non sarà accompagnato dal classico videoclip, ma da un cortometraggio di 20 minuti che ripercorre le varie tappe del disco e vede me protagonista che incontro vari personaggi».
In aprile prenderà poi il via Palazzacci Tour 2026 (che farà tappa il 9 aprile al Palazzo dello Sport di Roma, l’11 aprile al Palapartenope di Napoli, il 15 aprile all’Unipol Forum di Milano e il 18 aprile al Nelson Mandela di Firenze): «Anche qui vorrei un approccio vintage con le luci più importanti degli schermi dietro. Amo la dimensione live, perché mi dà la possibilità di incontrare il mio pubblico con cui ho un rapporto familiare e di questo vado molto fiero. Il mio obiettivo è crescere come artista senza picchi eccessivi. Non voglio una vita folle, ma solo fare musica».
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