11/02/2026

Camminata: conta la qualità, non la quantità

Emanuela Bruno
A cura di Emanuela Bruno
Pubblicato il 11/02/2026 Aggiornato il 11/02/2026

La prevenzione delle malattie cardiovascolari e metaboliche passa anche attraverso la camminata, che deve però essere effettuata con un preciso ritmo

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Negli ultimi mesi sono saliti alla ribalta diversi studi clinici incentrati sulla corretta quantità di esercizio fisico, e in particolare di camminata, per mantenersi in buona salute. Uno dei temi più rilanciati da specialisti, cardiologi e medici dello sport è quello evidenziato da una recente ricerca statunitense, pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, che ha coinvolto 79.850 adulti tra i 40 e i 79 seguiti per quasi 17 anni: il suo focus era la giusta modalità da adottare nel cammino per trarne beneficio.

Secondo l’OMS oltre un adulto su 4 nel mondo non raggiunge i livelli minimi di attività fisica raccomandati: camminare sarebbe la forma di fitness più comoda e alla portata di tutti.

Lenta o veloce?

Lo studio americano ha paragonato gli effetti sulla salute, nel lungo periodo, di attività come la passeggiata lenta (andare al lavoro, portare a spasso il cane) e la camminata veloce (cioè con ritmo rapido). I diversi gruppi di partecipanti hanno riferito le loro abitudini motorie e la durata delle loro uscite “al passo”. I risultati del lavoro mostrano che camminare a passo svelto per 15 minuti al giorno riduce del 19% il rischio di mortalità per tutte le cause: malattie cardiovascolari, obesità e diabete, alcuni tipi di tumori. L’effetto benefico si fa sentire soprattutto sulle patologie cardiovascolari, grazie al fatto che la camminata veloce migliora l’efficienza del cuore, riduce la pressione sanguigna e perciò contrasta l’ipertensione, combatte l’accumulo di colesterolo nell’organismo (e, in generale, di grasso corporeo), aumenta la capacità aerobica e quindi anche l’ossigenazione di tutti i tessuti.

La controprova è il fatto che camminare lentamente per ore non ha dato gli stessi vantaggi, anche nei casi in cui il tempo dedicato al walking era lo stesso fra chi lo praticava a ritmo lento e chi camminava a passo svelto. Un altro aspetto interessante è che i benefici della camminata veloce sono stati riscontrati anche nelle persone che non si allenavano regolarmente.

L'esperto consiglia

Se dunque, in passato, si è appuntata l’attenzione sulla necessità di compiere almeno 10.000 passi al giorno, oggi si punta alla qualità dei passi compiuti più che al loro numero: camminare un quarto d’ora tutti i giorni è un farmaco (preventivo e curativo) efficacissimo, alla portata di chiunque e decisamente poco costoso.