10/02/2026

Sanremo 2026: Michele Bravi canta per chi si sente fuori posto

Laura Frigerio
A cura di Laura Frigerio
Pubblicato il 10/02/2026 Aggiornato il 10/02/2026

Torna al Festival di Sanremo anche Michele Bravi, in gara tra i Big della 76esima edizione con la canzone Prima o poi

Michele Bravi

In questi anni Michele Bravi ha dimostrato di essere un artista poliedrico: è partito dalla musica e dalla scrittura per abbracciare poi il cinema, non limitando mai i propri orizzonti e lasciandosi trasportare dalle emozioni e dalle ispirazioni.

Cantautore dalla penna raffinata, è pronto a regalarci un nuovo gioiello, che ha deciso di portare sul palco più temuto e al tempo stesso amato: quello del Teatro Ariston.

Sarà infatti tra i Big in gara alla 76esima edizione del Festival di Sanremo con Prima o poi, canzone scritta insieme a Rondine e Gianmarco Grande (e prodotta dallo stesso Michele Bravi con Carlo di Francesco). E per questa sua terza volta ha deciso di essere diretto dal Maestro Alterisio Paoletti.

Michele, tra una prova e l’altra, ha incontrato i giornalisti per parlare di questo nuovo step del suo percorso artistico.

Sentimenti “cinematografici”

Prima o poi è una riflessione intima e spontanea sul senso di inadeguatezza, dedicata a tutte le persone che, almeno una volta, si sono sentite fuori posto nel mondo.

«Non mi ricordo quando l’ho scritta esattamente, però so che fa parte di un file di tre anni fa, che ad un certo punto ho tirato fuori e trasformato in canzone insieme a Rondine. A settembre non stavo pensando di andare a Sanremo, perché ero concentrato sul mio nuovo album, però c’era questa canzone che poteva essere adatta. L’ho fatta ascoltare prima al mio gruppo familiare a cui è piaciuta, quindi l’ho mandata alla casa discografica» – racconta Michele Bravi – «Con Alterisio Paoletti ho scritto l’orchestrazione del brano, che ha una partitura complessa. L’orchestra gioca un ruolo fondamentale e presentarlo dal vivo al Festival mi permetterà di trasformarla in materia viva».

E continua: «Il sentimento che si prova quando si viene lasciati viene spesso associato a un’idea cinematografica, si creano delle didascalie del modo in cui viviamo quel ventaglio emotivo. Mi piaceva giocare con le aspettative e la goffaggine, perché io per esempio ho accettato nella vita di essere una persona dannatamente goffa e va bene così».

Se il pezzo è autobiografico? «Lo è in quell’idea della sofferenza. Mi è capitato di essere lasciato, ma non in quel modo. Non soffro così bene, con quell’estetica» – dice sorridendo.

Al brano è legato anche un videoclip: «È stato scritto e diretto da Ilenia Pastorelli, che è per me una sorta di sorellina. Dopo averlo girato ho capito altre cose della canzone».

L’omaggio a Ornella Vanoni con Fiorella Mannoia

Nella serata cover Michele Bravi renderà omaggio ad Ornella Vanoni cantando Domani è un altro giorno insieme a Fiorella Mannoia.

«Sono sempre stato un grande fan di Fiorella Mannoia, la mia passione per la musica è nata anche grazie a lei. Quando l’ho incontrata nel mio primo Sanremo (con Il diario degli errori) ho mantenuto un certo distacco, perché temevo di venire deluso, di scoprire una persona diversa da quella che immaginavo. Poi però per mille vicissitudini ho avuto la fortuna di conoscerla meglio ed è stata una splendida scoperta. Abbiamo diverse cose in comune, come l’ironia» – racconta – «Quando ho mandato la canzone a Carlo Conti le avevo anticipato che, nel caso fossi stato preso, avrei voluto omaggiare nella serata cover Ornella Vanoni (che purtroppo non ho avuto la possibilità di conoscere). E chi meglio di Fiorella, che ha avuto una forte connessione con lei, poteva accompagnarmi? Ho scelto il brano Domani è un altro giorno perché credo che sia un manifesto della sua malinconia. Una canzone splendida di cui cercherò di dare la mia versione».

Prossimi progetti

Dopo il Festival per Michele Bravi c’è molto che bolle in pentola, dal nuovo progetto discografico a un tour.

«Il brano di Sanremo rappresenta per me una testa d’ariete per il progetto che arriverà dopo (mi auguro prima dell’estate) e che avrà un taglio teatrale. Parto dall’amore per quel mondo legato alla musica, ho cercato di scrivere un disco pensando alla sua trasposizione dal vivo con un mood vicino al melò, come una sorta di musical che si evolve».