Sanremo 2026: la nuova proposta Angelica Bove pubblica il suo primo album
In attesa di salire sul palco del Teatro Ariston in gara tra le Nuove Proposte di Sanremo 2026, Angelica Bove pubblica l'album Tana
L’avevamo conosciuta come concorrente di X Factor, poi nel 2024 era a Sanremo Giovani, contest a cui ha partecipato anche lo scorso anno guadagnandosi un posto tra le Nuove Proposte del 76esimo Festival di Sanremo. Stiamo parlando di Angelica Bove, che è pronta a portare sul palco del Teatro Ariston la sua Mattone, una canzone meravigliosamente struggente e delicata, che mette in luce il disarmante talento di questa giovane artista che nel giro di pochi anni è cresciuta tantissimo.
Lo dimostra anche Tana, il suo primo album ufficiale che possiamo ascoltare su tutte le piattaforme dal 30 gennaio (edito da Atlantic Records/Warner Music).
Angelica l’ha presentato alla stampa a Milano, in una location molto speciale e ricca di storia: parliamo della Trattoria Arlati, dove negli anni’70 si esibiva anche il grande Lucio Battisti.
Una magica anomalia
In un momento storico ricco di musica “patinata” e di brani “copia-incolla” Tana potrebbe essere definita una “magica anomalia”, con la sua commistione di generi, gli echi seventies, le sonorità vibranti, l’impronta soul (dolce e al tempo stesso intensa) della voce di Angelica che qui emerge in tutta la sua verità, anche nei testi che parlano di lei del suo modo di sentire il mondo che la circonda. Preziosa la direzione artistica curata da Federico Nardelli, che è co-autore delle nove tracce che compongono il disco insieme a Matteo Alieno e alla stessa Angelica. Nella tracklist troviamo naturalmente Mattone, brano che ha raggiunto la #1 nella Viral 50 di Spotify e ha tutte le carte per vincere tra le Nuove Proposte di Sanremo 2026 (nonostante la forte concorrenza).
La parola ad Angelica
Prima di iniziare a parlare Angelica ci ha regalato un momento live, dimensione perfetta per questo album e per lei. «Aspettatevi tanti concerti» – dice sorridendo – «Tana viene da due anni di un bel percorso, prima umano e poi artistico. Mi sono fatta le domande giuste e ho incontrato le persone giuste ovvero Federico Nardelli e Matteo Alieno (che è anche il mio migliore amico). Un incontro magico tra tre romani».
Sulla canzone sanremese spiega: «Mattone non era nata per Sanremo, ma c’era la voglia di darle una vetrina speciale perché per me è preziosa. Portare la mia storia su quel palco per me è un privilegio incredibile. Comunque vivo l’esperienza come un gioco molto bello, che prendo con le giuste misure, me la godo».
E si continua parlando dell’album: «Alla fine di Mattone canto “un mattone serve a costruire” e questa frase racchiude un percorso che è diventato musica. Nardelli ha creato questo tipo di suono, che è stata subito casa per me. Io poi sono una che ascolta di tutto: parto la mattina con le frequenze meditative e poi passo alla techno, alla drum and bass, al pop inglese, al soft rock e via dicendo (il 99% è musica non cantata)».
Sui testi dice: «Tana è un flusso naturale di esigenze come quella di esprimermi, infatti i testi sono autobiografici. La mia intenzione è quella di portare la mia storia, mi viene naturale e sono sostenuta dal mio team. In tutti i pezzi è presente la solitudine, per me l’unico strumento di difesa dal mondo che ora conosco, un qualcosa che ricerco spesso». E sottolinea: «Essere ascoltati lo considero un privilegio, ci rende tutti più vicini».
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