Snowboard: freestyle, freeride o in pista?
In pista, negli snow park o in modalità freeride, la tavola è compagna di giornate sulla neve divertenti, che non richiedono una preparazione fisica specifica ma che appagano le amanti delle sfide
Moltissime appassionate della tavola da snowboard sono donne: lo racconta Mauro Lazzarini, presidente dell’AMSI (Associazione maestri di sci italiani) Lombardia e direttore della scuola di sci Ski School di Pontedilegno, spiegando che, una volta imparato l’abc, questo sport è più facile rispetto allo sci e consente di acquistare la padronanza dell’attrezzo e di divertirsi rapidamente, senza necessità di preparazione fisico-motoria particolare.
Una volta apprese le basi, si cresce in modo molto naturale e si migliorano l’equilibrio e la velocità solo con la pratica.
Tre diverse possibilità
Le emozioni offerte dalle evoluzioni sulla tavola da snowboard sono numerose e variegate, perché dipendono da dove e come la si utilizza. A chi la sceglie si aprono infatti tre diverse possibilità, anche complementari, di vivere la montagna invernale.
- La tendenza freestyle. Salti, piroette, manovre difficili ed evoluzioni più o meno acrobatiche (in gergo si chiamano “trick”) con la tavola ai piedi: il freestyle, con la sua connotazione di assoluta libertà, è di moda fra gli appassionati più giovani, che si incontrano, si cimentano in giri e acrobazie e vivono lo sport come occasione di ritrovo, in cui il senso del gruppo e la condivisione sono la cosa più importante. L’habitat naturale di questa “tribù” è una zona attrezzata chiamata snowpark, ormai presente in tantissime località montane, che viene frequentata anche dai principianti, perché quasi sempre include un’area-scuola: oggi viene chiamato perlopiù “freestyle arena”, perché ne usufruiscono sia gli sciatori che gli snowboarder appassionati di freestyle. È dotato di “rail” e “box”, cioè infrastrutture metalliche su cui salire, rimanere in equilibrio, saltare, eseguire acrobazie. Poi ci sono piattaforme, gradoni e i cosiddetti “skicross”, cioè percorsi con paraboliche, gobbe e salti.
- Il freeride. Secondo molti appassionati lo snowboard è molto più affascinante se praticato alla maniera tradizionale, cioè in neve fresca. Le emozioni che si provano nel fuoripista (o freeride), galleggiando nel bianco e godendo dei silenzi e dell’atmosfera ovattata che la coltre soffice crea, sono impagabili. Serve un buon livello tecnico ed è indispensabile disporre delle dotazioni di sicurezza: per legge, quando ci si allontana fuoripista, occorre avere con sé l’arva (apparecchio ricetrasmittente per la ricerca in caso di valanga ndr), la pala e la sonda. Meglio quindi essere in gruppo, o meglio farsi accompagnare da un esperto: il maestro, se si raggiunge il punto di partenza con gli impianti di risalita e poi si scende fuoripista, e la guida alpina, per i tour in cui ci si allontana dalla folla salendo e scendendo solo a forza di muscoli.
- In pista. Si disegnano curve su una “normale” pista tracciata e battuta. È divertente e sfidante perché, rispetto allo sci, questa disciplina consente velocità e traiettorie diverse: differenti sono infatti la biomeccanica del gesto, le posizioni e la gestione dell’equilibrio. L’unica avvertenza, perché la giornata in pista sia più piacevole, è che la neve sia un po’ morbida e non troppo ghiacciata.
Ti potrebbe interessare anche:
- Pilates: Giornata sui tacchi? Allunga i muscoli con il Foam roller
- Nuoto: impara ad usare le gambe
- Yoga, previeni ristagni e cellulite con le pose in torsione
- Sicurezza in pista: arrivano le nuove regole
- Fitness dopo gli anta: da dove cominciare?



