18/08/2017

Musica e fitness: a ogni allenamento la sua colonna sonora

Il sottofondo musicale durante l'allenamento non serve solo a distrarre dalla fatica ma influisce sull'efficacia del lavoro. Per questo va scelto con cura
SKULLCANDY

Siamo ormai abituate ad allenarci quasi sempre ascoltando la musica. Andiamo a correre accompagnate dalla nostra playlist preferita, seguiamo i corsi in palestra che, tradizionalmente, hanno un accompagnamento musicale. Non rinunciamo a un sottofondo rilassante nemmeno a casa, durante gli esercizi di stretching. La musica svolge un ruolo importante: segna il tempo e dà il giusto ritmo da mantenere nell’esecuzione, per renderla più proficua, ma serve anche a caricarci e a darci più grinta per sostenere lo sforzo, a distrarci dalla fatica, oppure favorisce il rilassamento nelle sessioni di training body&mind.

Gli studi più recenti hanno dimostrato che ad ogni tipo di allenamento corrisponde una colonna sonora ideale, che permette di accrescere ed esaltare i benefici del lavoro.

Scende in campo anche Spotify

Il colosso della musica online Spotify, per creare playlist adatte ai diversi generi di training, si è avvalso della consulenza di un esperto mondiale di musica applicata all’esercizio fisico: il dottor Costas Karageorgis docente e ricercatore della Brunel University di Londra. Poiché infatti la musica è fatta di ritmo, e anche tutte le funzioni della macchina umana seguono un ritmo, è utilissimo dare il la (è proprio il caso di dirlo!) ai ritmi biologici con brani appropriati e compilation non casuali. Sincronizzare i movimenti, il battito cardiaco e le onde cerebrali alla musica rende un training più intenso ed efficace, senza che ce ne accorgiamo. Inoltre i sintomi della fatica vengono mascherati, perché i testi e il tempo della musica distraggono la mente.

Le linee guida per colonne sonore adatte al workout

Per gli allenamenti ad alta intensità, attualmente di grande tendenza, lo scopo della playlist è aumentare la capacità di resistenza stimolando il battito cardiaco l’adrenalina. Vanno bene brani con un ritmo molto elevato (dai 140 fino ai 170 bpm per i picchi della performance).
Se il lavoro è intervallato, con fasi intense e brevi recuperi, servono un tempo musicale mediamente elevato (circa 118-120 bpm) e testi con frasi d’impatto, che spronino a “non mollare”.
Nei corsi dance-inspired la colonna sonora viene scelta in modo che la ritmica sia facilmente riconoscibile, per coordinare più facilmente i movimenti alla musica.
Invece tutti i workout, anche fai-da-te, a base di stretching dovrebbero essere accompagnati da brani con ritmo blando, vicino a quello del battito cardiaco e della respirazione a riposo: solo così si induce uno stato di calma e di quiete, che facilita anche l’allungamento muscolare e allenta lo stress.