31/08/2017

Doccia, scegli il detergente giusto

E ora sotto la doccia... Non distrattamente, ma con un’attenzione speciale al detergente per fare dal passaggio sotto il getto un vero e proprio trattamento di bellezza
docciapost

Indispensabile per liberare i pori da sporco, sebo e sudore, la doccia può anche diventare un momento privilegiato per dedicare attenzioni speciali al corpo. La differenza può farla il detergente, da scegliere con particolare cura.

Per preservare la tintarella

I detergenti aggressivi, quelli che fanno molta schiuma, impoveriscono lo strato superficiale protettivo della cute che perde acqua e si inaridisce finendo in pochi giorni per spellarsi. Così l’uniformità e l’intensità della tintarella sono davvero in pericolo. Per un colore che non sbiadisce la soluzione sotto il getto sono detergenti delicatissimi con tensioattivi (le sostanze lavanti) di origine vegetale, meglio se arricchiti con agenti emollienti e nutrienti che preservano al meglio la morbidezza e la compattezza della pelle e di riflesso del colore. Da cercare nella formula anche sostanze naturali che stimolano la produzione della melanina.

Per dimenticarsi dei brufoletti

Spalle, torace e parte alta della schiena sono zone particolarmente ricche di ghiandole sebacee dove, nei soggetti predisposti, facilmente si formano punti neri e brufoletti. Meglio non utilizzare spugne abrasive per la detersione e neppure scrub aggressivi che possono irritare ulteriormente una pelle che ha bisogno di essere purificata ma con dolcezza per evitare che reagisca producendo ancora più sebo. La miglior soluzione è un detergente antibatterico che, grazie a sostanze come l’acido salicilico, libera i pori e attenua le imperfezioni senza irritare o seccare eccessivamente la cute. Lo si può usare solo sulle parti soggette alle impurità massaggiandolo con un guanto di spugna morbido o meglio ancora con una spazzolina in setole che consente una pulizia più profonda.

Per coccolare la pelle sensibile

Anche il semplice passaggio sotto la doccia può dar fastidio a una cute che tende a reagire alla minima aggressione esterna con rossore, prurito e una fastidiosa sensazione di “pelle che tira”. La partita si gioca ancora una volta sul detergente: prodotti dall’azione lavante troppo decisa la impoveriscono e la rendono ancora più reattiva. Serve quindi un detergente che per definirsi “ad alta tollerabilità” non deve contenere conservanti, coloranti e profumi, sostanze potenzialmente irritanti e allergizzanti. Meglio poi se nella formula ci sono oli vegetali e altre sostanze rigeneranti in grado di ripristinare la barriera cutanea, prima difesa per tutte le pelli e per quelle sensibili in particolare.

Attenzione all’acqua troppo calda che tende a impoverire la barriera protettiva della cute, meglio appena appena tiepida. Vietate anche le spugne che “graffiano”: sì a quelle naturali che assicurano dolcezza sulla pelle.