13/07/2017

Colpo di calore: che fare?

Durante i periodi di afa estiva, quando caldo e umidità raggiungono livelli critici, aumenta il rischio di un colpo di calore. Come riconoscerlo e come intervenire
Colpo di calore

A rischio di colpo di calore non sono solo bambini e anziani, ma anche chi svolge attività fisica intensa quando il termometro ambientale tocca i 30 gradi e chi si sposta repentinamente da climi più freddi a climi più caldi. Si stima che quasi un quarto degli accessi al Pronto soccorso nel periodo estivo siano dovuti a queste situazioni. Il colpo di calore avviene quando si sottopone il corpo a uno stress termico, esponendosi al sole nelle ore più calde del giorno, o in giornate non molto calde ma con un tasso di umidità del 90%.

Primi sintomi

I sintomi iniziali sono confusione mentale, crampi muscolari, nausea e vomito. La temperatura corporea può salire fino a 39-40 gradi e il quadro neurologico diventa più severo: si possono evidenziare agitazione, aggressività, cefalea insopportabile, perdita di coscienza e diminuzione della pressione arteriosa, dovuta alla disidratazione. In caso di non intervento l’abbassamento della pressione, la cute diviene pallida o cianotica. In questa fase si associa il senso di freddo e brivido.

Come intervenire

Fondamentale intervenire ai primi sintomi per ostacolare la progressione del malore. Il colpo di calore è sempre una condizione di emergenza che richiede un intervento medico immediato. Dovete fare tutto il necessario per iniziare il trattamento già sul luogo dell’evento, procedendo così: abbassate la temperatura della persona, che deve essere spogliata e portata all’ombra, in un luogo fresco.
Avvolgete il corpo in asciugamani imbevuti in acqua fredda e applicate del ghiaccio a livello della testa, della nuca, del torso, dell’inguine (interponendo dei sacchetti di plastica avvolti in panni o fazzoletti). Controllate periodicamente la temperatura e, se la persona è cosciente, cercate di reidratarla con acqua e tenete sotto controllo la frequenza cardiaca.

Durante una prolungata esposizione al sole si devono evitare il surriscaldamento e la disidratazione.

L’abbigliamento deve essere leggero, i vestiti ampi per facilitare la traspirazione cutanea ed è utile indossare un cappello. Vanno evitati gli sforzi fisici nelle ore più calde e gli spazi ristretti e affollati. In caso si debba rimanere all’aperto in luoghi assolati, è fondamentale idratare l’organismo per compensare i liquidi persi con la sudorazione, evitando alcol e caffè. “Allenate” il vostro fisico a rimanere in determinate condizioni ambientali, allungandone man mano la permanenza.